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Vi sono certi anni in cui la nostra estate ticinese non sa decidersi a prendere commiato. Mentre quando é afosa e temporalesca spesso si sfoga già verso la fine di agosto o ai primi di settembre in una improvvisa, selvaggia sequela di autentici nubifragi e poi di colpo appare spezzata, vecchia e si dissolve logora e sfinita, negli anni come questo indugia per settimane e settimane, senza tempeste, senza piogge, serena, dolce, una generosa estate tardiva tutta azzurro e oro, tutta pace e mitezza, interrotta talvolta dal favonio che scrolla per due intere giornate gli alberi e butta giù anzitempo le castagne chiuse nei ricci ancora verdi e fa apparire più azzurro l'azzurro, più luminoso il bel violetto intenso dei monti, più trasparente che mai l'aria limpida come cristallo.

Hermann Hesse, Ticino 1958